Orari

Luglio - Agosto
10:00-13:00
16:00-21:00

Settembre - Giugno
10:00-13:00
16:00-19:00
chiuso il lunedì

Prezzi

Biglietto intero: 4,00 €

Biglietto ridotto: 3,00 €

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Trasfigurazione (1512)


Trasfigurazione di L. Lotto La Trasfigurazione di Lorenzo Lotto rappresenta le figure gesticolanti, agitate sia nelle movenze che nelle espressioni, il Cristo è panneggiato in una veste sovrabbondante dai colori glaciali e dissonanti, ha il piede destro sollevato, il volto verso Mosé e le mani verso Elia.

L’opera viene commissionata a Lorenzo Lotto dalla confraternita dell’antica chiesa di S. Maria in Castelnuovo presso Recanati tra il 1511 e il 1512. Originariamente era composta di una predella, di cui due scomparti sono attualmente conservati all’Ermitage e a Brera. Firmata ma non datata, appartiene al periodo romano dell’artista, quando collabora con Raffaello alla decorazione delle Stanze Vaticane, e infatti diversi sono i punti di contatto sia con Raffaello che con i manieristi e il recupero di una religiosità devozionale, quasi neogotica.

Sia il paesaggio che i personaggi e le loro emozioni sono trattati con patetismo ed espressività al limite della deformazione fisica con l’appiattirsi degli apostoli sul terreno, i profeti scorciati e proiettati nello spazio mistico del cielo insieme al Cristo. L’opera è densa di significati teologici e spirituali, in basso gli uomini si riparano dalla visione gloriosa del corpo di Cristo che trasfigura tra Mosè ed Elia.

Appare evidente come il Lotto abbia assimilato alcuni stilemi raffaelleschi, probabilmente attraverso la visione dei disegni preparatori della stessa opera di Raffaello, ma è altrettanto chiaro che ne ribalta completamente lo spirito e va alla ricerca di un nuovo linguaggio. Anche qui abbiamo due dimensioni: una tesa e drammatica in primo piano dove gli apostoli sono avvolti nel caos e nell’agitazione, e in alto lo spazio infinito, mistico, quieto e calmo, l’equilibrio che si propaga dalla presenza del Cristo.

Una struttura compositiva che ignora le regole prospettiche, volutamente arcaica, bidimensionale, con le iscrizioni in oro in stile trecentesco e le tinte accese e stridenti, opposte alla corrente classicista, per fare un richiamo ai valori tradizionali del cristianesimo.