La Villa

Villa ColloredoLa villa e il parco costituiscono la parte più occidentale della città di Recanati.
La parte più antica del complesso è di origine medievale. Lo scalone interno in pietra è cinquecentesco, mentre i soffitti e le volte recano tracce di stucchi e pitture settecentesche. La facciata principale del palazzo rivolta verso il Duomo e verso la città si presenta intonacata - a differenza degli altri edifici del centro storico - con due ordini di finestre incorniciate in pietra bianca disposte in modo irregolare ed un portale in pietra.
Dalla metà del 1700 il palazzo diventa di proprietà della nobile famiglia Colloredo Mels prendendone il nome. I Colloredo, provenienti dal Friuli Venezia Giulia, si stabiliscono nelle Marche alla fine del ‘600 con Rodolfo Colloredo, capostipite del ramo marchigiano, che sposa la contessa Delia Maria Silvestri di Cingoli. Il figlio Fabio, nato nel 1705, sposa la contessa Teresa Flamini-Antici diventando proprietario del palazzo che subirà notevoli trasformazioni architettoniche fino a raggiungere l’aspetto attuale.
I Colloredo detenevano proprietà anche in Austria, in Slovenia, in Lombardia, in Toscana, oltre che in Friuli, mentre nelle Marche vantavano alcuni possedimenti di circa 700 ettari, di cui 240 nel territorio recanatese divisi in ventotto colonie tenute a mezzadria. La villa nel ‘700 funge da centro amministrativo delle proprietà dislocate in vari comuni dell’Italia centrale e dimostra una diversificazione tra gli spazi dedicati alla vita domestica e gli spazi riservati all’attività agricola, mostrando chiaramente la cultura della rifeudalizzazione settecentesca. Infatti, la parte del complesso su Via Campo dei Fiori era riservata alle funzioni agricole, mentre la parte verso il parco ospitava l’accesso alle cantine e al magazzino a due piani. Anche il parco fu oggetto di attenzione da parte della famiglia come attestano vari progetti di risistemazione ottocenteschi, mentre la corte viene sistemata nel 1861.
Il casato dei Colloredo si estingue con la morte del conte Rodolfo Colloredo il 9 luglio del 1961. Successivamente il Comune di Recanati acquisisce la villa e vengono avviati i lavori di restauro, completati per il bicentenario della nascita del poeta Giacomo Leopardi (1998).
Lo scalone in pietra presenta pareti con decorazioni in stucco bianco ed è illuminato da quattro finestre che si aprono sulla vallata del Musone, mentre al piano nobile si possono osservare dei soffitti decorati a secco con pitture a motivi figurativi e geometrici che vanno dall’età neoclassica al primo novecento oltre che pavimentazioni in cotto particolarmente pregevoli nel salone e nella sala lunga.

pinacoteca

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